Sulla Siria Putin parla cinese

L’Europa non è riuscita a convincere Vladimir Putin che è arrivato il momento di affrontare qualche dossier delicato, a partire dalla Siria. Il capo del Cremlino mostra poco interesse per le trattative con l’occidente, schiva gli inviti di Merkel e risponde agli appelli di Hillary Clinton dichiarandosi “neutrale”, ma è chiaro che così rafforza soltanto una parte, ovvero il regime di Assad.
20 AGO 20
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L’Europa non è riuscita a convincere Vladimir Putin che è arrivato il momento di affrontare qualche dossier delicato, a partire dalla Siria. Il capo del Cremlino mostra poco interesse per le trattative con l’occidente, schiva gli inviti di Merkel e risponde agli appelli di Hillary Clinton dichiarandosi “neutrale”, ma è chiaro che così rafforza soltanto una parte, ovvero il regime di Assad. E mentre Damasco espelle diciassette diplomatici stranieri, Putin vola in Cina per incontrare il presidente Hu Jintao e chiudere venti accordi commerciali. Nel 2011 gli scambi fra i due paesi hanno superato la soglia degli 85 miliardi di dollari, ma si punta a raggiungere i cento nel 2015. Non è un sogno: l’Authority dell’Onu per l’energia (Iea) dice che il consumo di gas in Cina raddoppierà nei prossimi cinque anni, e la Russia è già pronta ai rifornimenti. Mosca e Pechino sono unite dagli affari e da un approccio simile su molte questioni: fra una firma e l’altra, Putin e Hu Jintao hanno ribadito che non c’è bisogno di alcun intervento in Siria, stroncando così i già deboli tentativi di unire l’Onu contro Assad.
Persino i sauditi hanno chiesto ai russi di lavorare per una “transizione di potere” a Damasco, ma la risposta è sempre negativa. In questo passaggio la Cina riesce ad avere più influenza di chiunque altro sulla Russia. Il problema è che ci sono altri dossier su quel tavolo. A Pechino Putin incontrerà il presidente afghano, Hamid Karzai, e quello iraniano, Mahmoud Ahmadinejad: le questioni sensibili si spostano rapidamente sull’asse Mosca-Pechino, lontano dagli occhi dell’Europa e degli Stati Uniti.